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Dove va il denaro delle tasse sul tabacco? Il dibattito «il tabacco rende allo Stato» chiarito

Circa 10 miliardi di euro di entrate fiscali, 26 miliardi di costi sociali: il tabacco costa allo Stato quasi il triplo di quanto rende. Il calcolo completo.

Aria

La base scientifica sulla cessazione del fumo è stata riletta a titolo volontario dal Pr. Bertrand Dautzenberg , tabaccologo, al fine di escludere errori grossolani potenzialmente pericolosi. Riflette posizioni comunemente condivise da professionisti e agenzie sanitarie, senza corrispondere sempre esattamente al suo pensiero né alla sua pratica. Non è l’autore di questo testo; ne ha soltanto effettuato una rilettura di vigilanza.

È un argomento che si sente ovunque: «Tanto il tabacco rende un sacco di soldi allo Stato, per questo non fanno niente di serio contro». Questo argomento, piuttosto diffuso, merita di essere confrontato con i numeri reali. E la risposta ti sorprenderà: il tabacco costa allo Stato molto più di quanto gli rende.

Quanto rende il tabacco allo Stato

~10 miliardi € di entrate fiscali annue per lo Stato italiano provenienti dal tabacco (IVA + accise).

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dati fiscali 2023-2024

Questa cifra si scompone in:

  • Accise sul tabacco (la quota maggiore del prezzo di vendita),

  • IVA sulla parte restante,

  • Le entrate confluiscono nel bilancio generale dello Stato — non c’è vincolo di destinazione per la sanità.

Quanto costa il tabacco allo Stato

Qui i numeri diventano vertiginosi. Studi italiani di riferimento (Istituto Superiore di Sanità, Istituto Mario Negri) hanno stimato il costo sociale completo del tabacco:

~26 miliardi € di costo sociale annuo del tabagismo in Italia — circa 2,5 volte quanto lo Stato percepisce in tasse.

Istituto Superiore di Sanità / Istituto Mario Negri, 2023

Ma allora, perché la sanità non è in catastrofe?

Qui sta la trappola del ragionamento «il tabacco rende». Il denaro che entra direttamente nelle casse pubbliche (i 10 miliardi €) è visibile. I costi (i 26 miliardi €) sono dispersi in:

Il costo sociale del tabagismo supera ampiamente le entrate fiscali generate. Il tabacco resta un onere netto per le finanze pubbliche e per la società nel suo complesso.

Istituto Superiore di Sanità, rapporto 2023

L'argomento «il tabacco compensa con le pensioni non pagate»

È l’argomento più cinico. Alcuni studi tentano di sostenere che chi fuma, morendo prima, riduce i costi pensionistici per la collettività.

Le stime includono già questi risparmi pensionistici — e concludono comunque per un costo netto enorme.

Perché questo argomento persiste nonostante i fatti

E il tabacco non paga nemmeno le sue esternalità

Oltre al dibattito fiscale, il tabacco non paga quasi nulla per i suoi danni ambientali:

Quindi, aumentare le tasse è la soluzione?

È un dibattito serio. Gli aumenti di tasse:

Da qui l’importanza di abbinare aumenti fiscali con:

  • Supporto allo smettere (sostitutivi, tabaccologia rimborsati).

  • Accesso alle alternative (svapo, bustine) per la riduzione del danno.

  • Coordinamento internazionale per evitare scarti troppo grandi.

  • Lotta doganale rafforzata.

In Italia

Le tue domande

  • Se fumo, sono quindi un onere netto per la collettività?

    In media sì — economicamente parlando. Ma non è una questione morale. È solo un dato di fatto importante per capire le politiche pubbliche.
  • Perché il governo non aumenta più fortemente le tasse?

    Diversi fattori: paura del mercato nero, paura del voto dei fumatori (circa 11 milioni in Italia), pressione dei tabaccai, pressione dell’industria.
  • Se tutti smettessero domani, lo Stato sarebbe in deficit?

    No. I 10 miliardi € di entrate sarebbero compensati a lungo termine da 26 miliardi € di costi evitati. A breve termine, una transizione da gestire (5-10 anni), a lungo termine un beneficio netto enorme.
  • Bisogna trasferire più tasse alla prevenzione e allo smettere?

    È la posizione della maggior parte degli esperti. Oggi i budget di prevenzione restano molto inferiori alle entrate fiscali del tabacco.

fonti

  • Istituto Superiore di Sanità, Rapporto sul fumo in Italia, 2023.

  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dati fiscali 2024.

  • OMS, WHO report on the global tobacco epidemic, 2023.

  • Tax Foundation, EU Cigarette Taxes Report, 2024.

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