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Tabacco e udito: come la sigaretta danneggia l'orecchio interno e accelera la perdita uditiva

Il tabacco aumenta del 70 % il rischio di perdita uditiva. Meccanismi vascolari sull'orecchio interno, acufeni più frequenti, recupero dopo aver smesso.

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L'udito è uno dei sensi che si perdono in silenzio. Anche qui il tabacco è un fattore di rischio poco noto ma ben stabilito. I fumatori hanno 70 % di rischio in più di sviluppare una perdita uditiva rispetto a non fumatori paragonabili.

Perché l’orecchio interno è vulnerabile

L'orecchio interno (la coclea) contiene cellule ciliate ultra-fragili che trasformano le vibrazioni sonore in segnali nervosi. Queste cellule non si rigenerano dopo la distruzione. Dipendono da una microcircolazione estremamente fine e da un apporto costante di ossigeno.

+ 70 % di rischio di perdita uditiva nei fumatori regolari rispetto ai non fumatori paragonabili, secondo uno studio di coorte giapponese su più di 50 000 persone.

Cruickshanks et al., JAMA, 1998; studi giapponesi 2018

Le conseguenze concrete

La perdita uditiva del fumatore è insidiosa. Inizia dalle frequenze acute, che non si percepiscono più in una conversazione a più voci. La famiglia se ne accorge prima del paziente.

Selon les pneumologues

Mito vs realtà

Fumo passivo e udito del bambino

L'esposizione passiva colpisce anche i bambini: rischio aumentato di otiti medie ricorrenti, che possono perturbare lo sviluppo del linguaggio e causare cali uditivi transitori.

Il recupero dopo aver smesso

  1. Pochi mesi la microcircolazione cocleare si ripristina, gli acufeni possono diminuire.
  2. 1-2 anni la velocità di degradazione uditiva rallenta nettamente.
  3. Diversi anni il rischio di perdita uditiva grave si avvicina a quello di un non fumatore.

⚠️ Importante: la perdita uditiva già installata non si ripara. Le cellule ciliate distrutte non ricrescono. Smettere arresta la degradazione, ma non recupera ciò che è stato perso.

In Italia

Le tue domande

  • Da quanti pacchetti-anno il rischio diventa sensibile?

    Misurabile da 10-15 pacchetti-anno. I primi danni sono spesso subclinici (visibili solo all’audiogramma).
  • Quando fare un test uditivo?

    Idealmente ogni 5 anni dopo i 50 nei fumatori, o prima in caso di sintomi (acufeni, difficoltà nel rumore). Prima ancora se l’udito è percepito peggiorato.
  • I miei acufeni spariranno se smetto?

    Spesso si nota un miglioramento entro 3-12 mesi. Non sempre una scomparsa completa, soprattutto se gli acufeni sono di lunga data.
  • Anche il fumo passivo influisce sull’udito?

    Sì, moderatamente, soprattutto in esposizione prolungata (convivenza con un fumatore). Rischio aumentato di circa il 30 % di perdita uditiva sensorineurale nei conviventi non fumatori.
  • Gli apparecchi acustici funzionano negli ex fumatori?

    Sì, senza differenza. Ma smettere prima che la degradazione sia avanzata evita o rinvia la necessità dell’apparecchio.

fonti

  • Cruickshanks KJ et al., Cigarette smoking and hearing loss: the Epidemiology of Hearing Loss Study, JAMA, 1998.

  • Hu H et al., Smoking, Smoking Cessation, and the Risk of Hearing Loss: Japan Epidemiology Collaboration on Occupational Health Study, Nicotine & Tobacco Research, 2018.

  • Société Française d’ORL, Raccomandazioni sulla presbiacusia, 2023.

  • WHO, World Report on Hearing, 2021.

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